Profilo storico

 

Un po’ di storia...

A pochi è noto che la storia bibliotecaria di Tortona potrebbe vantare di affondare le sue radici già in epoca romana: una lapide ritrovata nel corso di alcuni scavi sul castello nel 1793, purtroppo andata perduta, attestava infatti l’esistenza nel 22 a.C. a Julia Augusta Dertona di una biblioteca, dotata di 180 volumi. Se questa può essere semplicemente un’ipotesi, certamente si può affermare che la Biblioteca Civica di Tortona trae la sua origine dai fondi della Biblioteca dei Gesuiti di Castelnuovo Scrivia, soppressa, insieme all'Ordine, nel 1773 e richiesta nel 1779 al re dal commendator Giovan Battista Ribrocchi, riformatore delle Regie e pubbliche scuole di Tortona, nella convinzione dell’importante e alto servizio che essa avrebbe potuto rendere.
Inizialmente i volumi furono sistemati in una delle stanze dell’allora palazzo civico (situato in zona prospicente via Fracchia) e nel 1818 si passò ad una gestione mista fra Comune e Diocesi, che mise a disposizione i locali e dove i volumi rimasero fino al 1849, quando il Comune ne chiese la restituzione. Il patrimonio venne però suddiviso e le opere di carattere ascetico e teologico restarono al Seminario, mentre quelle di storia e scienze profane vennero rese al Comune.

Segue un periodo di anni bui, con la sola attestazione nel 1870 dell’esistenza di una biblioteca popolare circolante fondata da una società di giovani tortonesi, il Circolo Massimo D’Azeglio, con 650 volumi di opere di varia natura, finché nel 1899 inizia a diffondersi il desiderio di aprire una biblioteca per elevare la cultura generale e professionale della popolazione.

Nel 1903 viene fondata la Società per gli studi di storia, d’economia e d’arte nel tortonese (l’odierna Pro Iulia Dertona) con l’obiettivo di tutelare, recuperare e promuovere la realtà culturale di Tortona e subito viene espressa l’intenzione di fondare una raccolta libraria pubblica di opere su Tortona, opere di autori tortonesi e opere pubblicate a Tortona: la attuale Sezione Tortonese.

Con deliberazione del 13 luglio 1904, il Comune decide di aprire la biblioteca e ne affida la gestione all’Istituto tortonese di storia, antichità ed arte su proposta del Cap. Aristide Arzano, presidente della Società per gli studi di storia, economia ed arte del tortonese.
I volumi vengono sistemati in una sala "al piano terreno delle scuole cittadine" e resi disponibili al pubblico.

Già dopo il primo anno, la biblioteca conta 7133 volumi e ben 4700 consultazioni e nel 1908 viene ampliata con l’aggiunta di una sala studio, una sala lettura e la creazione della sezione Antichi.
Il successivo incremento del patrimonio bibliografico (siamo a 20.000 volumi) rende necessaria la ricerca di una sede più idonea e nel 1957 la biblioteca viene trasferita al piano superiore dello storico e signorile Palazzo Guidobono, in piazza Arzano.
Unica fra tutte quelle della zona, la nostra biblioteca offre la disposizione dei volumi su scaffali a completa disposizione degli utenti.

Nel 1968 l’Amministrazione comunale rileva la proprietà della biblioteca e ne assume la gestione diretta rendendola, insieme al Museo Romano, le Raccolte d'Arte ed il Teatro, uno degli Istituti Civici Culturali di Tortona.

Con la L.R. 78 del 19/12/1978 vengono istituiti i Sistemi Bibliotecari e nel 1983 nasce il Sistema Bibliotecario di Tortona - Novi Ligure, dalla cui scissione nasce nel 1994 il Sistema Bibliotecario Tortonese, il cui centro rete è la Biblioteca Civica di Tortona.
In seguito allo spostamento della sede comunale, nel 1996 la biblioteca viene trasferita provvisoriamente nell'edificio scolastico di Corso Romita in attesa della ristrutturazione del Palazzo Civico di Via Ammiraglio Mirabello, edificato su progetto dell'architetto Carlo Randoni per ospitare le Regie Scuole, dove nel 2010 viene collocata definitivamente.

Solo dopo quasi un secolo di vita, nel 1999, la Biblioteca Civica viene intitolata a Tommaso De Ocheda (Tortona 1757 - Firenze 1831), insigne studioso ed erudito, personaggio internazionale, di eccezionale cultura umanistica, esperto di latino, greco ed ebraico, conoscitore di diverse lingue moderne, cultore di filosofia e poesia, che fu bibliotecario del celebre bibliofilo di Amsterdam, Crevenna, e dal 1790 al 1818 ricoprì l'incarico di bibliotecario della famiglia Spencer a Londra.

 
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