Prodotti enogastronomici tipici tortonesi


Baci di dama e baci dorati

Nati probabilmente da prodotti delle vallate, sono dolci di farina di mandorle, burro, zucchero, nocciole e farina di frumento, sapientemente dosati e presentati in maniera raffinata, sono una specialità che grazie all'abilità dei pasticceri locali godono di unanime apprezzamento.


Agnolotto di Tortona

Gli agnolotti, pasta ripiena di stufato di manzo, furono il vanto della famiglia Costa-Sterpone, titolare della storica trattoria Cappel Verde che operò in Tortona dal 1919 fino agli anni settanta. Grazie a loro la notorietà dell'"agnolotto di Tortona" varcò i confini della città ed il loro locale divenne tappa fissa per tantissimi buongustai. Vengono ancora preparati nel rispetto della vecchia ricetta in alcuni ristoranti della città delle valli tortonesi. E' possibile degustarli anche nel brodo o nel vino, in alternativa al sugo.


Tartufi

Le valli del tortonese presentano un ambiente ideale per la crescita delle specie più pregiate di tartufo: dal tartufo bianco pregiato, al tartufo nero di Norcia, allo scorzone. Il tartufo bianco pregiato (tuber magnatum) dal profumo intenso e dal forte aroma è il re della cucina piemontese, apprezzato in tutto il mondo; è ideale su piatti neutri (tra le proposte tipiche dei ristoranti della zona ricordiamo le tagliatelle condite con il tartufo bianco). E' reperibile solo nella tarda estate, in autunno e all'inizio dell'inverno specialmente sotto querce, salici, pioppi e tigli e raggiunge la dimensione di una grossa mela.
Il tartufo nero di norcia (tuber melanosporum) è molto apprezzato in cucina per il suo specifico sapore e il suo aromatico profumo ed è il condimento ideale per piatti a lunga cottura (fonduta). Viene raccolto durante il periodo invernale e nei primi mesi dell'anno specialmente sotto querce e noccioli. Raggiunge le dimensioni di una grossa mela.
Lo scorzone (tuber aestivum) è uno dei tartufi più comuni e a parte una breve pausa primaverile si può trovare tutto l'anno anche in notevoli quantità sotto querce, noccioli, pioppi e pini.


Fragoline profumate di Tortona

La fragolina di Tortona ha rappresentato per lungo tempo una tradizione per la tavola e un ottimo investimento per l'economia locale. Aveva caratteristiche assai diverse dalle fragole attualmente conosciute, era di grandezza medio-piccola, profumatissima e gustosissima. Su questo meraviglioso prodotto della terra furono fatti studi proprio per le sue particolari proprietà organolettiche, per la diffusione della sua coltivazione ed anche per l'incremento della produzione locale ai fini dell'esportazione del prodotto. Molti fattori hanno portato purtroppo alla pressochè totale scomparsa della tanto amata fragolina, regina dei dessert della nostra cucina, nei periodi primaverili. La fragolina di Tortona può essere gustata al naturale ovvero messa in fusione con limone e zucchero abbondante o con zucchero e buon vino dolce; può essere usata in cucina per molti tipi di dolce.
web: www.consorziofragoladitortona.it

Gazzosa bianca e rossa

Bevande tipiche tortonesi: la gassosa "bianca" è al gusto di limone mentre la "rossa" è di gusto amaro (in origine denominata "americano", più tardi "amaro" che fin dai primi del '900 dissetavano i viaggiatori che facevano sosta a Tortona. E' ancora oggi la bibita analcolica per eccellenza del tortonese. Va ricordato per l'originalità il primo contenitore della gassosa: una bottiglietta a due scomparti in vetro spesso che si autotappava frazie ad una biglia interna, spinta in alto dall'azione del gas carbonico.


Mais 8 file

E' una varietà di mais coltivata nel tortonese, sia di collina che di pianura, fin verso la metà del secolo scorso, poi soppiantata da altre varietà di maggior resa produttiva ma certamente di qualità meno pregiata. Dalla coltivazione di questa particolare varietà di mais si ottiene, con macinazione rigorosamente a pietra per conservarne le caratteristiche organolettiche, una farina dal sapore speciale e caratteristico. La pianta di mai Otto File ha una sola pannocchia con otto file di chicci (da qui il suo nome). Il mais Otto File non ha subito in alcun modo alcun tipo di modificazioni genetiche e viene coltivato con metodi naturali senza trattamenti aggiunti. Era detto "mais del re", forse perchè cibo particolarmente apprezzato da re Vittorio Emanuele II, robusto consumatore di polenta e selvaggina. Certamente l'appellativo per la tipicità e specialità del prodotto non è inadeguato.
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